le blog voix-africaine
Chasselay è il nome di un villaggio francese situato a circa 20 km al nord di Lione, vicino alla Saona. Ci sono andata nel 2002. A Chasselay, in mezzo ai campi, si erge un monumento stupefacente, straordinario: il Tata Senegalese.
E il solo cimitero dei fucilieri senegalesi in territorio francese. Vi sono sepolti 188 combattenti africani e diversi soldati francesi morti durante la battaglia per la difesa di Lione il 19 e 20 giugno 1940. Appartenevano al 25° reggimento dei fucilieri senegalesi. Hanno affrontato a Chasselay e a Montluzin, un villaggio vicino, un esercito tedesco che attacava Lione.
I Soldati sepolti nel Tata Senegalese di Chasselay sono sia i fucilieri morti durante il combattimento, sia quelli uccisi in seguito dalle truppe tedesche. Il 20 giugno, gli ultimi difensori di Chasselay furono accerchiati dalle forze tedesche e dovettero arrendersi. Dopo la resa, gli ufficiali tedeschi obbligarono i prigionieri africani del 25° R.T.S. a correre davanti a loro anel campo in cui erano stati raggruppati: li massacrarono sparandogli dai carri, poi schiacciando i loro corpi con quegli stessi carri…
Nei giorni seguenti, molti degli abitanti di quei villaggi in cui si erano svolti quei terribili combattimenti e quel massacro, nascosero dei fucilieri, li nutrirono, li curarono; seppellirono anche i corpi dei defunti e nascosero le piastrine e i documenti, quando poterono.
Il Tata, che oggi è un cimitero militare che dipende dal Ministero della Difesa, è stato costruito grazie all’iniziativa e alla determinazione di Jean MARCHIANI, abitante di Chasselay, lui stesso ex combattente della prima guerra mondiale. Ha acquistato un terreno, ha fatto delle ricerche sull’architettura dei tata sudanesi, poi ha fatto edificare uno steccato alla maniera libanese per raggruppare al suo interno i corpi dei 188 soldati africani e dei loro ufficiali e sottufficiali francesi.
Questo Tata testimonia della partecipazione valorosa delle truppe africane ai combattimenti che hanno avuto luogo in Francia al momento dell’invasione tedesca del maggio-giugno 1940. Sempre in Francia, oggi, questo ruolo importantissimo che hanno avuto le truppe africane è totalmente misconosciuto. La sconfitta finale della Francia (la strana disfatta, come l’ha chiamata il grande storico della resistenza Marc Bloch) poi il sinistro armistizio firmato da Pétain con i Tedeschi hanno avuto come effetto che i combattenti del maggio giugno 1940, sia francesi metropolitani che soldati delle colonie, sono stati a lungo dimenticati dalla storia di Francia. Inoltre, alla fine della guerra, le autorità francesi hanno preferito « dimenticare » il ruolo che hanno avuto i soldati delle colonie durante la guerra, comprese le battaglie per la liberazione…
Françoise
E il solo cimitero dei fucilieri senegalesi in territorio francese. Vi sono sepolti 188 combattenti africani e diversi soldati francesi morti durante la battaglia per la difesa di Lione il 19 e 20 giugno 1940. Appartenevano al 25° reggimento dei fucilieri senegalesi. Hanno affrontato a Chasselay e a Montluzin, un villaggio vicino, un esercito tedesco che attacava Lione.
I Soldati sepolti nel Tata Senegalese di Chasselay sono sia i fucilieri morti durante il combattimento, sia quelli uccisi in seguito dalle truppe tedesche. Il 20 giugno, gli ultimi difensori di Chasselay furono accerchiati dalle forze tedesche e dovettero arrendersi. Dopo la resa, gli ufficiali tedeschi obbligarono i prigionieri africani del 25° R.T.S. a correre davanti a loro anel campo in cui erano stati raggruppati: li massacrarono sparandogli dai carri, poi schiacciando i loro corpi con quegli stessi carri…
Nei giorni seguenti, molti degli abitanti di quei villaggi in cui si erano svolti quei terribili combattimenti e quel massacro, nascosero dei fucilieri, li nutrirono, li curarono; seppellirono anche i corpi dei defunti e nascosero le piastrine e i documenti, quando poterono.
Il Tata, che oggi è un cimitero militare che dipende dal Ministero della Difesa, è stato costruito grazie all’iniziativa e alla determinazione di Jean MARCHIANI, abitante di Chasselay, lui stesso ex combattente della prima guerra mondiale. Ha acquistato un terreno, ha fatto delle ricerche sull’architettura dei tata sudanesi, poi ha fatto edificare uno steccato alla maniera libanese per raggruppare al suo interno i corpi dei 188 soldati africani e dei loro ufficiali e sottufficiali francesi.
Questo Tata testimonia della partecipazione valorosa delle truppe africane ai combattimenti che hanno avuto luogo in Francia al momento dell’invasione tedesca del maggio-giugno 1940. Sempre in Francia, oggi, questo ruolo importantissimo che hanno avuto le truppe africane è totalmente misconosciuto. La sconfitta finale della Francia (la strana disfatta, come l’ha chiamata il grande storico della resistenza Marc Bloch) poi il sinistro armistizio firmato da Pétain con i Tedeschi hanno avuto come effetto che i combattenti del maggio giugno 1940, sia francesi metropolitani che soldati delle colonie, sono stati a lungo dimenticati dalla storia di Francia. Inoltre, alla fine della guerra, le autorità francesi hanno preferito « dimenticare » il ruolo che hanno avuto i soldati delle colonie durante la guerra, comprese le battaglie per la liberazione…
Françoise
Dim 15 avr 2007
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