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Lundi 26 mars 2007
Donne africane che hanno lasciato
un segno
 
Wangari Maathai, premio Nobel per la pace
Wangari Maathai, 64 anni, sottosegretaria al Ministero dell’ambiente del Kenia e militante ecologista conosciuta anche con il nome di Wangari Muta, venerdi 8 ottobre 2004 a Oslo, ha ritirato il Premio Nobel per la Pace, per il suo contributo in favore dello sviluppo sostenibile, della democrazia e della pace. E la prima donna nella storia dell’Africa ad essere stata insignita del prestigioso premio.
Ricordiamo che nel 2003 il premio era stato conferito alla militante iraniana Shirin Ebadi, nel 2001 al Segretario Generale dell’ONU Kofi Annan, nel 1993 a Nelson Mandela e Frederik de Klerk.
 
Wangari Maathai è una biologa; è stata la prima donna dell’Africa Orientale a sostenere un dottorato e a dirigere un dipartimento dell’Università di Nairobi.
Come ecologista, è stata eletta al Parlamento Keniota nel dicembre 2002 e nel gennaio 2003 è diventata vice ministro all’ambiente, alle risorse naturalistiche e alla fauna selvaggia. Dal 1977 ha diretto il più grande progetto di rimboschimento dell’Africa, il «  Green Belt Movement », (Movimento della cintura verde): questa organizzazione ha lo scopo di promuovere la biodiversità, di creare al contempo posti di lavoro e dare alle donne una identità più forte in seno alla società.
Appassionata difensore dei diritti umani, negli anni 70 e 80 era stata tormentata, calunniata, imprigionata dal regime dittatoriale dell’ex presidente Daniel Arap Moi.
Wangari Maathai fa anche parte dell’organo di consultazione per le questioni del disarmo presso la segretaria generale delle Nazioni Unite. Ha ricevuto anche altri riconoscimenti internazionali tra cui un premio svedese, denominato « Premio Nobel Alternativo » per il suo contributo al « benessere dell’Umanità ».
«  L’ambiente e le sue risorse naturali sono un aspetto importante della pace perché se si distruggono le risorse di cui disponiamo, se le risorse diminuisco, ci batteremo per appropriarcene… Piantiamo i semi della pace ora per il futuro… Proteggendo l’ambiente, miglioriamo anche il modo di governare ».
 
Grazie all’azione del suo movimento contro la deforestazione, fattore di siccità e di povertà per le popolazioni locali , in Kenia sono stati piantati più di 30 milioni di alberi, e decine di migliaia di persone, fra cui molte donne, lavorano nei vivai. I suoi metodi hanno fatto scuola in Tanzania, Uganda, Malawi, Lesotho, Etiopia e in Zimbabwe.
 
Il Comitato del premio Nobel ha sottolineato che « il suo approcio globale allo sviluppo sostenibile abbraccia la democrazia, i diritti dell’uomo in generale, i diritti delle donne in particolare. Lei pensa a livello mondiale e agisce sul piano locale. La pace sulla terra dipende dalla nostra capacità di migliorare l’ambiente in cui viviamo. »
 
 
Amely James Koh Bela
Membro dell’ONG AIDE FEDERATION ONG, dotato di uno statuto consultativo presso il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite. In questo quadro, ha effettuato un’inchiesta durata 12 anni sulla prostituzione africana in Occidente ed ha pubblicato un libro: La prostitution africaine en Occident: Vérités , mensonges, esclavage. La prostituzione africana in Occidente: verità, menzogne, schiavitù.  Vi si scopre la prostituzione familiare, il traffico di bambini, le pratiche di sesso estremo. La sua opera intende essere un campanello d’allarme contro le seduzioni dell’Occidente.
 
 
 
 
Coumba Toure
Coordonatrice del programma africano di vaccini contro l’AIDS. Questa signora malese è specializzata in virologia e in microbiologia ed è responsabile del coordinamento del programma africano di vaccinazioni contro il virus HIV/AIDS. Ha contribuito all’elaborazione di questo progetto di 7 anni con l’aiuto dell’OMS e del programma comune delle Nazioni Unite contro l’AIDS, (Onuaids). In effetti, dal giugno 2000, l’Africa è impegnata nella ricerca che la libererà dall’epidemia. E l’organizzazione mondiale della sanità e più precisamente il Programma africano di vaccini contro l’HIV:AIDS ad essere in prima linea in questa lotta.
  
Oumou Sy
Oumou Sy è una vera pioniera nell’ambito della Haute Couture. E’un autodidatta, che non ha mai imparato a leggere, ma che ha saputo creare, a Dakar, un atelier da stilista e di formazione alle arti e alle tecniche tradizionali e moderne dell’abito e degli accessori in Africa e in Occidente. E’lei che produce interamente le sue creazioni: dal tessuto ai gioielli, passando dal ricamo, dalla tintura e da molte altre tecniche ancora. Si è resa celebre collaborando regolarmente con il mondo dello spettacolo. Ha vestito i cantanti più famosi del Senegal, (Baba Maal, Youssou Ndour…), ha partecipato all’opera di grandi cineasti, (Djibril Diop, Sembene Ousmane, Idrissa Ouedraogo…). E ora è conosciuta nel mondo intero.
Il mio pensiero va anche a quelle migliaia di donne che, nell’ombra, operano in Africa per il benessere dei loro fratelli e delle loro sorelle, che mettono la loro vita a disposizione dei meno abbienti, sono donne di cui non conosceremo mai il nome, ma che quotidianamente portano il loro contributo alla costruzione di un’umanità migliore, la costruzione di uno sviluppo sostenibile in Africa.
 
Aisha
Fonti documentarie: www.africultures.com, www.afrik.com
 
 
 
par Voix Africaine publié dans : La voix des femmes/VOCE DELLE DONNE
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