Vendredi 6 mai 2011 5 06 /05 /Mai /2011 12:33

A l'occasion de la Commémoration de l'abolition de l'esclavage,

organisée par la ville de NICE,

nous vous invitons à aller visiter l'exposition des toiles de l'artiste

Aisha SYLLA,

à la BIBLIOTHEQUE LOUIS NUCERA ,

du 7 au 17 mai 2011

 


"SOXNA BEYE"


 

origines

 

En hommage à Soxna Beye

 

A ma Grand-Mère Soxna Beye,

 

 

que j’ai toujours entendu dire à mes Pères:

 

"Notre malédiction en tant que Terre Africaine, en tant que peuple africain, c’est que vous les hommes, vous n’avez même pas attendu que les envahisseurs colonisateurs et autres esclavagistes aient tiré leur premier coup de fusil , que déjà vous aviez enfilé “pantalon et cravate” , pour être conforme à leur image , pour obéir à leurs injonctions, pour vous prosterner devant eux , dans un brouhaha de “ buhana buhana buhana”,. Commandez donc , o mes illustres maîtres et nous vous obéirons au prix de perdre notre culture, au prix de perdre notre âme , au prix de perdre notre dignité, au prix de perdre notre devenir…

Nous vous obéirons cher maître!...

Drôle d’époque… Et alors tout bascula…

 

Nous autres Femmes , nous avons conservé nos pagnes à jamais…

 

Que mes Ancêtres soient loués…

Quand tous les hommes ne mettront plus que des pantalons et des cravates , ma certitude est qu’il y aura toujours des femmes drapées dans leur pagne, comme drapées dans leur dignité salvatrice de la civilisation négro-africaine, salvatrice de ce qui reste de la dignité humaine… “

 

Dr SYLLA TATI Ibrahim

 

1904

Aisha SYLLA vend ses oeuvres au profit des projets de solidarité en Afrique, de la FONDATION SYLLA CAAP.


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Mardi 3 mai 2011 2 03 /05 /Mai /2011 10:14

Nous tenons ici à relayer la demande du village de KUUBANAO, dans la Zone des Kalounayes, en Casamance au SENEGAL.

Les villages de la Zone des Kalounayes sont confrontés , comme dans beaucoup d'endroits au SENEGAL et ailleurs en AFRIQUE, à des problèmes de réseaux téléphoniques ou internet.

La Communication via le tel ou le net est essentielle à la construction d'un développement économique et social durable! C'est pourquoi nous espérons que cette demande sera entendue par la SONATEL: installation d'une antenne pour la couverture en téléphonie mobile!

 

link

 

 

Par Voix Africaine - Publié dans : Donner la parole aux sans voix - Communauté : Economie et développement
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Mardi 12 avril 2011 2 12 /04 /Avr /2011 18:15

"Un progetto stimolante, il RomeMUN, la più grande simulazione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite in Italia, tenutasi nella capitale dal 7 all'11 di Marzo. La rappresentante del Senegal ha scritto un pezzo al riguardo: uno spaccato di cinque giorni intensi alle prese con uno dei Paesi più stabili della zona Africa. Cronache dal diario di una "ambasciatrice": uno sguardo al Senegal attraverso gli occhi di una Italiana"

 

Africa for Africa: racconti del

“finto” ambasciatore del Senegal

 

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Quasi 400 studenti, tutti nella stessa stanza per discutere come delegati, in rappresentanza del governo a loro assegnato nella simulazione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite più grande d'Italia.

Roma, la città eterna, è testimone delle loro parole. Le età sono diverse, spesso anche la cittadinanza. Alcuni di loro hanno viaggiato per ore pur di essere li a confrontarsi, a dimostrare che il dialogo è l'arma più forte.

L'esperienza che si accingono ad intraprendere è il RomeMUN. Io e il mio collega, Massimiliano Natale, rappresentiamo il Senegal. Il primo impatto alla notizia della scelta è stato positivo. Le culture dei nostri rispettivi Stati sono radicalmente diverse, quasi agli antipodi. Calarsi nella parte di ambasciatori di un governo che non si conosce non appare la cosa più semplice del mondo!

Le tematiche stabilite dal comitato organizzativo e sul quale dovremo prepararci sono tre: la povertà rurale, la world food security e la sostenibilità ambientale ed urbana.

Dopo aver sviscerato file ONU, governativi, non governativi, ufficiali e ufficiosi, ci siamo resi conto di quanto sottovalutata sia la situazione senegalese dal tutto il mondo occidentale.

Non solo la posizione geografica risulta strategica per scambi e traffici culturali; non solo la stabilità politica è assicurata da un governo che, bene o male, resiste e passa attraverso fasi complesse della vita africana, ma anche la crescita economica è davvero impressionante!
Opinioni di una studentessa, certo, ma che cambiano l'approccio ad un “lavoro” di rappresentanza.

La cultura così dapprima profondamente diversa adesso appariva più vicina, più semplice da gestire ed avere in mano il nostro plackard con la scritta Senegal sopra è diventato motivo di gioia e poi d'orgoglio. L'autenticità africana, che da secoli rappresenta popoli gravati da difficoltà per noi europei insuperabili o quasi, è entrata anche un po' in noi.

Il primo giorno, vinta l'iniziale timidezza, ci siamo ben presto resi conto di poter giocare un ruolo importante, anche aprendo la strada a “negoziazioni” innovative con Paesi fino a poco tempo prima non considerati come potenziali alleati, quali la Russia. Guardandoci intorno, abbiamo capito come non fossimo un paese “gigante”, ma che fra noi non ci fossero Stati di statura superiore.

Coscienti delle nostre potenzialtà, ci siamo fatti promotori di una visione unitaria del continente africano. Certo, ogni blocco regionale ha problematiche diverse ed ovviamente anche all'interno delle varie aree si respirano esigenze diverse, ma un punto di incontro può essere raggiunto non senza sforzo. Le comunicazioni con gli altri delegati potevano essere formali (dal podio e quindi a distanza) o informali (mediante messaggi scritti o unmoderated caucus, riunioni con limiti temporali fissati dai moderatori). Ovviamente il tutto è mirato a produrre e approvare una draft resolution, documento che abbisogna del 20% del committee per essere presentato e dei due terzi dell'assemblea generale per essere approvato. Le tematiche risulta da subito spinose, ma ecco che come Paesi africani commettiamo il primo errore, lo stesso delle Nazioni Unite, dei Governi e  delle varie Agenzie internazionali: ci dividiamo. Il numero elevato di Paesi non ci aiuta, certo. Le differenze politiche, sociali ed economiche sembrano insormontabili e la draft resolution relativa alla povertà rurale vede come sponsors Cina e Stati Uniti. I punti in ivi contenuti parlano di noi, eppure quasi nessun Paese Africano compare come firmatario al momento della presentazione.

Viene approvata a maggioranza anche con il nostro contributo, ma l'amarezza è tanta.

Forse è davvero questo il problema di questa parte di mondo e delle Nazioni Unite in generale. Non c'è efficacia. Ci muoviamo come mosche intorno a Stati potenti come tigri senza dire la nostra. Basterebbe dichiarare quali sono i nostri bisogni e trovare coalizioni durature. Mi alzo in piedi dopo questo episodio. Dovremo ben presto discutere il secondo tema: world food security, che tratta del problema dell'accesso al cibo da parte della popolazione. Il mio brevissimo discorso termina con una frase in cui credo fermamente: “Africa for Africa under the guide of developed countries”. L'umiltà di chiedere aiuto, è quella che manca. L'umiltà di capire che i popoli sono gli unici in grado di esprimere i loro bisogni ed in questa fase è necessario che vengano tenuti in grande conto.

L'unica cosa certa è che in seguito all'esperienza del RomeMUN ho avuto la possibilità di scoprire da vicino un Paese che ha sì tante difficoltà, ma anche un potenziale notevole.

E' questa coscienza che deve inondare la popolazione locale. Come diceva Lao Tsu, “ogni viaggio comincia con un piccolo passo”. E' giunto il momento di farlo.

 

Francesca Larosa

classe 1990

Università di Pisa

 

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Lundi 11 avril 2011 1 11 /04 /Avr /2011 01:29

Quelques exemples de marginalisation et d'extermination en RDC , de 1965 à nos jours...

 

L'histoire se répète en République Démocratique du Congo(RDC): depuis la deuxième République jusqu'à nos jours, l'opinion nationale congolaise a noté une certaine similitude des faits en ce qui concerne les méthode d'extermination et de marginalisation d'une certaine catégorie de la population congolaise bien ciblée parce que fichées comme étant hostiles au régime politique actuel à Kinshasa .


Depuis 1965 , que ce soit sous le régime politique de M Joseph-Désiré Mobutu en passant par celui de M.Laurent Désiré Kabila jusqu'à celui de M. Joseph Kabila, le dénominateur commun c'est "l'extermination" et la discrimination. L'extermination est faite soit par assassinat,soit par pendaison, soit par exécution, soit par empoisonnement, soit par des accidents provoqués,soit finalement par emprisonnement à vie dans des conditions inhumaines et dégradantes.

joseph 1


Le présent article qui va procéder à l'illustration de quelques cas d'extermination et de marginalisation en RD Congo dans la période bien limitée, celle allant de 1965 à 2011, se veut de lancer un appel pathétique aux acteurs politiques au pouvoir en RD Congo pour les amener à lâcher prise à toute arme de dictature ou d'oppression, et ce au profit de la quintessence des valeurs républicaines que seul tout gouvernement peut promouvoir en vertu des prérogatives régaliennes dévolues.


Pour rappel, en juin 1966 le régime du défunt Mobutu avait procédé à la pendaison en public des dignes fils du Congo sur la place pont Cabu à kinshasa.Il s'agissait du premier ministre Évariste Kimba avec les ex-ministres Jérôme Anany, Emmanuel Bamba et Alexandre Mahamba, connus sous la dénomination "les Martyrs de la Pentecôte".

 

 

Et en mars 1978, le même régime avait pendu et exécuté les civils et les jeunes officiers militaires qu'il a accusé d'ourdir un complot contre M. Mobutu.Ils furent arrêtés,jugés et condamnés sur base d'un procès que l'opinion congolaise avait qualifié de mascarade.
Parmis ces victimes figuraient quelques noms suivants : MM.François -Xavier Matanda ma Temo, Mburiaba, Mbangama, Makani et les jeunes officiers comme Kudia ku Banza, Panubule, Biamwenze, Kalonda, Kalume, Mwepu, Tshunza, Mwehu, Fundi....

 

En plus, en second semestre de l'année 1997,le défunt Président Laurent-Désiré Kabila avait aussi agi de la même façon à l'égard des militaires ayant servi la nation congolaise sous la deuxième République, durant le régime du défunt Président Mobutu, et qui sont communément appelés "ex-Faz"(militaires ayant servi au sein des Forces Armées Zaïroises).Ces militaires ont été exterminés en masse  à la base militaire de Kitona où ce régime les a envoyés officiellement à des séances de recyclage.Cependant, il a été noté une certaine discrimination suivi d'un traitement inhumain et dégradant à l'endroit de cette catégorie des soldats congolais, qui pour la majorité avaient trépassé au grand silence de l'opinion nationale.
La même méthode a été appliquée par le même régime du 17 mai 1997 à la bande au commandant  Masasu, un des compagnons de lutte de libération au sein de l'Alliance des Forces Démocratiques pour la Libération du Congo,en sigle AFDL, ainsi qu'à bien d'autres personnes dans la capitale et surtout les sportifs congolais.

 

armand tungulu

 

manifestation armand tungulu

 

floribert chebeya1

 

floribert chebeya

 

messe à l'occasion de la mort de la Soeur Denise kahambu

quelques unes des personnes assassinées en RDC...

 

d'après Jacques Kabungi Kabamba, correspondant de VOIX AFRICAINE en RDC, (Kinshasa).

Vous pouvez retrouver les articles de J Kabungi Kabamba sur Facebook.

 


Par Voix Africaine - Publié dans : Actualité internationale/ATTUALITA INTERNAZIONALE - Communauté : Le griot des Etats Unis d'Afrique
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Samedi 9 avril 2011 6 09 /04 /Avr /2011 15:28

Nous vous invitons à lire l'article de nos amis du Lycée de KUUBANAO, en Casamance, SENEGAL:

Une activité génératrice de revenus pour les Femmes: production artisanale de sel de cuisine

 

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Par Voix Africaine - Publié dans : La voix des femmes/VOCE DELLE DONNE - Communauté : Le griot des Etats Unis d'Afrique
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